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Il Fopponino del 23 Febbraio 2025

Immagine del redattore: Fopponino MilanoFopponino Milano

Settima Domenica dopo l'Epifania

23 Febbraio 2025

III Settimana Diurna Laus


23 FEBBRAIO: DOMENICA nel TEMPO FERIALE

  “Vivendo e operando con amore”

         “Il nostro mondo creato non è mai da “secolarizzare” completamente: in ogni cosa o persona creata resta qualcosa del profumo, della traccia e del segreto del “fondamento” assoluto. Ne consegue che ogni persona, con la propria dignità e autonomia limitata, prende parte al mistero del divino e nessuna creatura è pronta o è in grado di mettere completamente a nudo il proprio essere.

         Il mistero più profondo di ogni essere si sottrae in ultima istanza al dominio umano. Il segreto di Dio si riflette in tutta la sua creazione, che, per quanto ne sappiamo, partecipa dell’Ineffabile e perciò non potrà mai essere analizzata e capita fino in fondo. Per i credenti la forza dello Spirito di Dio è percepibile anche nei fatti occasionali ed è soprattutto efficace nelle persone umili, le quali, vivendo e operando con amore nello “spazio di Dio” si impegnano per i poveri e per i diseredati. L’aiuto da parte di Dio appare sempre nella figura “angelica” di donne e di uomini vivi, i quali, credenti o meno, con una vita di dedizione e amore, seguono effettivamente le orme di Gesù, servo di Dio, che è figlio dell’uomo e nel contempo “immagine” di Dio. (..)

         Chi vive consapevolmente la fede dentro lo “spazio vitale” di Dio non può mai dimenticare che tutto si realizza in effetti dentro la “spazio vitale” della nostra condizione umana, a volte noioso e altre volte sorprendente, a volte distruttivo e mortale, e quindi dentro un contesto di vita finito, circoscritto e determinato storicamente. Chi dimentica questo, scivola verso il fondamentalismo, l’imperialismo religioso e addirittura verso la follia religiosa. Solo Dio è assoluto, non le religioni e le loro formulazioni storiche. Ogni sguardo degli uomini verso il veramente Assoluto – chiamiamolo pure Dio – si realizza partendo da “un punto di vista” storico. Anche per questo motivo la fede religiosa si accompagnerà ineluttabilmente al dubbio e alla ricerca. (..) E’ problematico allora come credenti parlare su “l’intervento di Dio”. Dio non interviene mai personalmente in maniera diretta, tuttavia noi possiamo chiamarlo Signore della storia. Ma non mi chieda come spiegare questo”.

 Da CERCO IL TUO VOLTO di Edward Schillebeeckx (teologo domenicano)

 

RACCONTI di VITA cristiana


Sono Marco e questo anno è stato per me ricco di novità e cambiamenti, primo tra tutti essere qui a Milano a fare parte della vostra comunità, ricoprendo un incarico davvero speciale.

Prima di parlare del mio impegno in parrocchia volevo raccontare parte della mia storia, ciò che mi ha portato ad essere qui con voi ora.

 

Io vengo da Cogliate, un piccolo comune di 8000 abitanti della provincia di Monza e Brianza, a circa 40 minuti di auto dalla nostra città. Ѐ una realtà completamente diversa dalla grande Milano, che non offre chiaramente le stesse opportunità, specialmente a giovani e ragazzi. Ho frequentato le scuole elementari e medie nel mio paesino e il liceo scientifico nella vicina Saronno. Ho finito le superiori nel 2020 e mi sono iscritto alla facoltà di ingegneria elettronica al Politecnico, dove mi sono laureato a marzo dell’anno scorso.

La vita a Cogliate è meno frenetica e sono poche le attrattive, ma un punto di riferimento per i più piccoli è sempre stato l’oratorio. Ho iniziato a frequentarlo, come tutti i bambini, quando i miei genitori mi hanno iscritto al catechismo. Ciò che mi piaceva di più era giocare con i compagni nel grande cortile, mentre degli incontri non ricordo molto. Avevo anche cominciato ad andare a messa la domenica mattina, le catechiste dicevano che fosse molto importante per conoscere Gesù e prepararsi a ricevere la Comunione. Dopo la Cresima ho dovuto fare la prima grande scelta, che ha condizionato la mia vita da cristiano. Era l’inizio della seconda media e dovevo decidere se proseguire il percorso in oratorio, partecipando agli incontri del gruppo medie. I miei genitori non mi hanno mai condizionato e sono stato libero di scegliere di cominciare questo nuovo cammino. Molti dei miei amici avevano abbandonato, ma io ero convinto di voler continuare. Sentivo il desiderio di approfondire la relazione con il Signore, che avevo imparato a conoscere durante il catechismo, oltre alla voglia di mettermi in gioco e stare in compagnia. Iniziavo a sentirmi parte di una comunità più grande, che andava oltre le mura dell’oratorio. Grazie alle esperienze e ai pellegrinaggi proposti dagli educatori ho potuto incontrare ragazzi come me di altri paesi, scoprendo il significato della Chiesa: tante persone unite da un’unica fede. Dopo le medie non potevo di certo concludere il percorso, quindi senza pensarci sono subito entrato a far parte del gruppo adolescenti. Qui ho incominciato a svolgere un servizio attivo all’interno della comunità, organizzando con gli altri ragazzi le iniziative per i piccoli, più importante tra tutte l’oratorio estivo. Essere animatore per la prima volta mi ha permesso di condividere con gli altri la gioia e la gratitudine che si provano quando si aiuta il prossimo. Potevo mettere a disposizione dei bambini il mio tempo, le mie energie e il mio entusiasmo, affinché in quel luogo si sentissero voluti bene e ascoltati.

 

L’esperienza che più di tutte mi ha fatto appassionare al servizio in oratorio è stata l’incarico di educatore per i ragazzi del gruppo medie. Durante la vacanza estiva in montagna, il nuovo parroco, vedendo il mio impegno e la mia dedizione, si è fidato di me e mi ha proposto di iniziare questa nuova avventura. Avevo appena cominciato il terzo anno di liceo ed ero il più giovane del gruppo, ma provavo una forte emozione all’idea di poter accompagnare altri ragazzi in questo percorso. Era il modo di vivere la mia fede che sentivo più vicino, parlare agli altri di Gesù, anche attraverso i gesti, i giochi e i discorsi più semplici. Mi sentivo grato di questa responsabilità, entusiasta e contento di essere al servizio degli altri. Non mi perdevo mai un incontro, piuttosto preferivo non vedere i miei amici per una sera, ma davo sempre la priorità al mio impegno perché sentivo che fosse davvero importante. Il mio servizio in parrocchia è continuato con maggiore serietà, con gli anni sono passato a seguire i ragazzi più grandi, gli adolescenti, mi sono stati affidati altri incarichi, come il cerimoniere, il sacrista per alcune occasioni, il catechista e il responsabile chierichetti. Ero diventato un punto di riferimenti per la mia comunità, ma quello che mi restituiva più gioia e gratitudine era poter seguire l’esempio di Gesù nel Vangelo, amare gli altri attraverso i gesti, le attenzioni e le parole, stando vicino a chi ha bisogno, ai più piccoli. Quello era ed è ancora il mio modo di vivere la Chiesa ed essere cristiano.

 

Cerco spesso di portare la mia fede anche al di fuori della parrocchia. Con i miei coetanei non era facile affrontare questi temi e avevo sempre il timore dei pregiudizi. Tra i giovani sono pochi i credenti convinti e non è semplice trovare qualcuno che non ti giudichi per questo. Al liceo e all’università, riuscivo a parlarne ai miei compagni raccontando del mio servizio in oratorio, per arrivare anche ad aspetti più profondi e intimi, esprimendo ciò in cui credo con orgoglio e umiltà. La reazione degli altri era sempre di curiosità e interesse, si stupivano a sentire un giovane come loro credere davvero in Dio e affermarlo con convinzione. Alcuni miei amici non si reputano cristiani, i miei genitori non sono mai stati entusiasti di tutto il tempo libero che trascorrevo in parrocchia, mi è capitato di sentirmi solo o diverso perché non avevo gli stessi interessi degli altri, però in questa differenza vedevo l’opportunità di portare agli altri Gesù attraverso il mio esempio.

 

La scorsa estate ho avuto una grande opportunità, mi è stato proposto di coordinare l’oratorio estivo di un paese vicino al mio. Era la prima volta in cui avrei fatto ciò che mi ha sempre entusiasmato in maniera professionale, potevo mettere al servizio di un’altra realtà tutta l’esperienza acquisita negli anni a Cogliate. È stata un’avventura piacevole e porto con me un ricordo davvero positivo di quelle settimane intense e dei ragazzi stupendi che ho potuto accompagnare.

 

La stessa estate è arrivata una proposta ancora più importante, essere il nuovo educatore della nostra parrocchia. Nonostante non sia il lavoro per cui ho studiato, ho voluto accogliere con gioia questa bellissima occasione. Sentivo che sarebbe stato il modo più autentico e pieno di mettermi al servizio degli altri, vivere la mia fede e fare ciò che mi è sempre piaciuto. La realtà di Milano è completamente diversa da quella di provincia in cui sono cresciuto. Da me l’oratorio è sempre frequentato perché è l’unico luogo in cui i ragazzi possono giocare liberamente, qui invece ci sono tantissime alternative. Chi frequenta la Chiesa è davvero interessato alla proposta cristiana, perché sceglie di andarci e non lo fa per necessità, soprattutto i più grandi. Le iniziative e gli impegni non sono molti, ma ho avuto la fortuna di incontrare persone genuine che con passione offrono la propria disponibilità e le proprie energie per gli altri: questo è l’aspetto più importante in una comunità unita.

 

Non conosco ancora bene la realtà della nostra parrocchia e ho molto da imparare su come svolgere al meglio il mio incarico. Per adesso posso dire che sono contento del mio percorso qui, mi sento veramente grato della fiducia che è stata riposta in me, primo tra tutti da Don Serafino, affidandomi questa grande responsabilità. Ringrazio la splendida comunità del Fopponino e Nostro Signore, che non smette mai di rendere bella la mia vita, illuminando i miei passi in questo lungo cammino.

 

AVVISI  DELLA  SETTIMANA

DOMENICA 23 FEBBRAIO, SETTIMA dopo l’EPIFANIA

detta “della divina clemenza”

"Che cosa è la divina clemenza?

Parliamo tanto di misericordia più difficile è parlare di clemenza.

La definizione di clemenza è benevola moderazione nel riprendere e nel punire.

Non è non vedere le colpe degli altri e rimanere indifferenti. Non è neanche un eccesso di punizione. La clemenza è la capacità di essere appassionati del fratello per cercare di correggere chi amorevolmente sbaglia. Pensiamo alla virtù dei genitori che educano i figli.

La clemenza la impariamo dalla storia della salvezza dal modo con cui Dio educa il popolo di Israele e in tal modo possiamo educare anche noi alla maniera di Dio.

Comprendendo come Lui educa noi comprendiamo meglio il rapporto con Lui."

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Per i “GRUPPI CRISTIANI” (Cresimandi) delle nostre 3 Parrocchie

Uscita-Ritiro in preparazione alla CRESIMA a Sotto il Monte (BG):

“ALLA SCOPERTA DEI 7 DONI”

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INCONTRI di CATECHISMO ore 17.00 in ORATORIO 

LUNEDI’ 24, ore 17: GRUPPO “AMICI” (Bambini/e del 3° ANNO)

3° Incontro in preparazione della PRIMA CONFESSIONE (don Serafino)

MARTEDI’ 25, ore 17: GRUPPO “CRISTIANI” (Ragazzi/e del 4° ANNO)

GIOVEDI’ 27, ore 17: GRUPPO “DISCEPOLI” (Bambini/e del 2° ANNO)

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LUNEDI’ INSIEME : SEGNI di SPERANZA

Lunedì 24 febbraio 2025, ore 20.45, Teatro di via Caboto, 2

Incontro e dialogo con GIORGIO BERNARDELLI,

giornalista e scrittore, direttore responsabile di “AsiaNews” (PIME)

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Mercoledì 26, ore 16, incontro per la TERZA ETA’:

per i 70 anni dalla morte del Card. Alfredo Ildefonso Schuster,

la nostra amica Adriana Scagliola, ci parla de

“Le sue tre Milano; fascista, bombardata e ricostruita”

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 Giovedì 27, ore 20 - 22, GRUPPI ADOLESCENTI in GBP

Venerdì 28, ore 17.00 – 20.30: Incontro Gruppo Medie con Cena

Sabato 1 marzo, ore 11, al Fopponino, Battesimo di Pascale Castoldi Luceana

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DOMENICA 2 MARZO, SETTIMA dopo l’EPIFANIA

detta “del perdono”

 

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